Dettagli luogo

Dietro la “Rossa”, la discesa Biandone porta al Borgo, zona sorta nei primi anni del ‘400 come area “produttiva” di Busca, con la sua filanda, la fioccatura dei cereali, la segheria, la manifattura di cordami, le officine ed altri laboratori di diverso tipo. Molte di queste attività utilizzavano come forza motrice l’acqua del Canale Morea che, muovendo i vari “rodoni”, metteva in moto i macchinari di tale aziende. Di questa forma di utilizzo dell’acqua rimangono attualmente due esempi significativi: l’ex fucina della Pianca e parte della ex segheria, quest’ultima di proprietà del Consorzio Irriguo “Canale Morea - Attissano”.

Dal ‘400 i signori del luogo, i conti della Morea, iniziarono l'attività serica sfruttando le ruote ad acqua. La filanda, in un crescente sviluppo, ebbe una grande fioritura nel 1700, quando venne costruito l’edificio in pietre del Maira. Si produceva seta di altissima qualità famosa persino in America. L’opificio chiuse durante l’ultima guerra, quando gli ultimi proprietari, i Sinigaglia, ebrei, dovettero fuggire. Nei pressi della filanda, attraversa il Maira l’antichissimo ponte romano rifatto in epoca successiva.